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Rab era conosciuta sin dai tempi degli antichi scrittori. Il primo a nominarla espressamente è stato il geografo e scrittore romano Plinio il Vecchio negli anni Settanta d.C. con il nome di "Arba" che significa oscuro, verde, buio. Questa denominazione successivamente entrò a far parte anche della lingua italiana, rimanendo tale fino ai giorni nostri (Arbe). 

La forma croata, Rab, fu menzionata per la prima volta in un documento sull'istituzione del monastero francescano di S. Eufemia a Kampor nel 1446 ed è nata dalla metatesi (inversione dei suoni all'interno di una parola) dalla stessa radice Arb.

Nell'anno 10 a.C., Rab, ormai comunità liburnica formata, ottiene lo status di municipio e l'imperatore Ottaviano Augusto, con una famosa dedica, le dona le mura cittadine e le torri.
L'epiteto Felix – felice, le fu aggiunto ai tempi dell'imperatore Settimio Severo agli inizi del III secolo d.C.. Assieme a Salona, Rab era l'unico posto ad essere così chiamato sul territorio dell'odierna Croazia.

Le numerose chiese, conventi, palazzi, piazze, logge, testimoniano che Rab era un centro urbano e culturale altamente sviluppato.

Sebbene abbia cambiato spesso sovrani, dagli antichi Romani, a Bisanzio, Venezia, fino agli imperatori ungarici e croati, Rab non è stata mai seriamente distrutta. Per questo motivo si è conservato il suo nucleo architettonico risalente all'antichità, che più tardi è stato ampliato da nuovi edifici.

     

     

     

     

     

     

     

     



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